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Cilento interno

San Severino. Un borgo medievale impresso nel tempo

 

Dalle spiagge di Palinuro, risalendo il fiume Mingardo, ben presto la valle si trasforma in un canyon, la Gola del Diavolo. Sulla sinistra, in cima ad una parete rocciosa, si scopre l’antico borgo medievale di San Severino, luogo affascinante, permeato di storia, dove i resti del villaggio testimoniano l’originario insediamento risalente al X-XI secolo, le cui vicende testimoniano l’importante presenza in loco dei Longobardi e, successivamente, dei Normanni. Disabitato sin dal secolo scorso, il borgo deve il suo nome ai principi Sanseverino che lo tennero come feudo fino al 1500. L’abitato è diviso in due dalla caratteristica forma a sella del colle sul quale sorge: da una parte si trova il castello e dall’altra la Chiesa di S. Maria degli Angeli con l’abitato. Il colle fu scelto per la posizione strategica, poiché consentiva il controllo delle vie interne della valle del Mingardo fin oltre Policastro ed era collegato visivamente con altri sistemi difensivi, i castelli della Molpa, di Camerota e di Roccagloriosa. La costruzione del Castello si fa risalire al 1504, quando si decise di rafforzare la rete difensiva, affiancandolo alla torre longobarda. Della struttura originaria si ammirano ancora alcuni archi a sesto acuto in pietra locale, la sala, una nicchia e delle monofore ogivali nelle mura superstiti.Meglio conservato è il Palazzo Baronale che si sviluppa su tre livelli senza collegamenti verticali, articolato secondo una rigida gerarchia, dal livello seminterrato dei servizi fino al piano nobile.

 

Foria. Un verde rifugio

Lasciato il borgo antico di San Severino, una strada breve e tortuosa conduce alla frazione di Foria, adagiata in posizione panoramica, zona interna nota per la rigogliosa vegetazione, la tranquillità, l’armonia dei paesaggi. Nella piccola borgata, divisa nei quattro casali di Casal di Basso, Casal di Mezzo, Casalicchio e Casal di Sopra, è racchiuso tutto l’incanto di un paesino rimasto immutato nel tempo. Testimone ne è un antico palazzo medievale, anche se ha perso parte dell’originaria struttura. Foria è un luogo ideale, dal punto di vista naturalistico, per scoprire la flora e la fauna che rendono questi luoghi unici al mondo. Qui è possibile ancora cogliere lo spirito del vivere sano, tipico della cultura contadina, riproposto soprattutto in occasione delle feste religiose e folcloristiche che animano diversi periodi dell’anno. Nel giorno di Pasqua, ad esempio, si disputa il “Gioco dell’uovo”, tramandato dai tempi antichi, che consiste nel rompere un uovo con una palla di acciaio da notevole distanza, superando un percorso pieno di insidie come buche e pendenze. Il paese assiste assiepato sui marciapiedi tifando per l’uno o l’altro giocatore. Il vincitore si aggiudica un gallo “paesano” da inserire nel pollaio, quale augurio di fertilità.

Last modified on Wednesday, 09 July 2014 08:11
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