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Il bed & breakfast  “La Rosa dei Venti” è una struttura che prende il nome dallo strumento di rappresentazione dei venti, utilizzata dai pescatori e dagli amanti del mare per riconoscere i venti ed utilizzarli a proprio favore.
Nata nel 2005 dopo che la proprietaria, Maria, ha deciso di ristrutturare l'abitazione e di trasformarla in un bed & breakfast.
La casa è costituita da stanze con letti matrimoniali, con la possibilità di aggiungere ulteriori letti. Le camere sono arredate con lo stesso stile ma ognuna ha una particolarità che la caratterizza, donandole il nome.

Ciascuna stanza dispone di bagno privato, TV, connessione Wi-Fii e frigorifero.

La cucina è utilizzata per la preparazione e il consumo della prima colazione, mentre nel giardino  della casa c’è un barbecue e un angolo relax con ombrellone  sotto cui ci si può sistemare nelle giornate più calde.

Le famiglie con bambini troveranno molto utile gli spazi esterni dove i figli potranno divertirsi in sicurezza.

Gli ospiti possono prenotare il loro soggiorno dalle ore 8.00 alle ore 22.00 e possono raggiungere la struttura durante tutto l’arco della giornata; la stanza dovrà essere lasciata libera entro le ore 10.00 del giorno di partenza.

camere

Published in Rosa dei venti Monday, 10 December 2012 02:12 0

 Le camere sono provviste di ampie finestre che affacciano sul promontorio di Capo Palinuro con vista mare e sul giardino.

Ciascuna stanza dispone di bagno privato, TV, connessione Wi-Fii e frigorifero.

 

colazione

Published in Rosa dei venti Monday, 10 December 2012 02:11 10

La colazione è un momento molto importante per cominciare bene la giornata caricandosi della giusta energia, quindi va vissuto con calma, dedizione e totale relax. 

Gli ospiti del B&B potranno gustare una deliziosa prima colazione nella nostra cucina, oppure in giardino godendosi il fresco e la quiete del mattino.

La nostra colazione è ricca ed assortita. Privilegiamo il gusto e la genuinità dei prodotti ... ogni mattina i nostri ospiti verranno inebriati dal profumo di brioches e torte fatte in casa, marmellate, miele, cereali, yogurt e frutta fresca, il tutto accompagnato da latte, caffè, espresso, the, succhi di frutta.

Per chi segue altre abitudini o desidera variare la tradizionale colazione italiana con qualcosa di diverso, è disponibile la colazione continentale arricchita da salumi e formaggi, pane fresco, uova e caffè lungo.

Molto impegno viene riservato nella preparazione della colazione, soprattutto per quanto riguarda l’uso e la scelta dei prodotti locali cilentani.

palinuro

Published in Rosa dei venti Monday, 10 December 2012 02:08 0

Mito, storia e meraviglie della natura

Se straordinaria è la bellezza naturalistica di un luogo incontaminato come Palinuro, con le sue spiagge bianche, il mare azzurro e cristallino, le grotte e gli anfratti che svelano scenari marini incantati, altrettanto sorprendente è la sua storia, resa immortale dalle leggende e narrata dalle tracce lasciate da antiche civiltà. La mitologia vuole che Palinuro fosse il nocchiero di Enea, caduto in mare di notte tradito dal dio Sonno, mentre conduceva la flotta verso l’Italia. Rimasto in balia del vento per giorni, finalmente raggiunse la spiaggia dove venne ucciso dagli indigeni e abbandonato in mare.

Secondo la storia, invece, furono i greci a nominare il Capo, derivando il nome da “palin” (direzione opposta) e “oùros” (venti), poiché intorno alla punta del promontorio i venti soffiano forti e variabili, rendendo pericolosa la navigazione.

Palinuro fu abitato già nella Preistoria, come testimoniano giacimenti di età paleolitica dislocati lungo il Capo e ai piedi dell’altura della Molpa e l’insediamento neolitico scoperto in località San Paolo. Nella Cala Delle Ossa, incastonate nella roccia e levigate dal mare, si vedono le ossa di uomini e animali. Gli scavi hanno riportato alla luce anche tracce di un abitato indigeno costruito con tecnica rudimentale, dove sono stati rinvenuti utensili in ossidiana che fanno pensare ad un commercio con le Eolie, da cui proveniva il vetro naturale.

Nel IV secolo a.C. Palinuro fu colonia greca insieme con la vicina città di Molpa: fu un periodo di grande ricchezza grazie al commercio con la Magna Grecia. A sancire il forte legame tra le due città venne coniata una moneta d’argento con la figura di un cinghiale e la scritta Pal-Mol: Palinuro e Molpa. La polis durò trent’anni, poi fu abbandonata, forse per il diffondersi di un’epidemia. In epoca romana, Palinuro fu frequentato da illustri personaggi, come l’imperatore Massimiano detto Erculio, che lo scelsero per la suggestiva bellezza dei luoghi.

Verso la metà del XVI secolo il feudo di Molpa-Palinuro fu acquistato da Martinez de Leyna, capitano delle regie galee del Regno di Napoli, che vi edificò alcune delle torri costiere per proteggere gli abitanti dalle incursioni dei pirati. Ma fu per volere del re di Napoli, Gioacchino Murat, che furono costruiti una serie di fortini al fine di potenziare la difesa del territorio: il Fortino, la Batteria del Porto e il Fortino del Monte d’Oro. Risale a questo periodo la costruzione di Palazzo Murat, edificio a forma quadrilatera con basamento scarpato, successivamente modificato per l’addossamento dell’impianto di una casa torre cinquecentesca. Il Palazzo Rinaldi è un altro esempio di architettura civile a scopi difensivi: a forma quadrangolare, mostra quattro piccole garitte con feritoie. Con la caduta dell’impero napoleonico e la morte di Murat nel 1815, fu restaurata la monarchia borbonica.

C’è da notare che già nella metà del XVIII secolo, Carlo III, capostipite della dinastia borbonica sul trono di Napoli, aveva varato un piano di ristrutturazione che prevedeva il recupero delle torri vicereali e la costruzione di batterie armate. Ricordiamo la Torre del Capo, nota anche come torre Tauriello o torre della Quaglia, oggi ridotta a rudere. Della Torre di Capo Spartivento restano alcune tracce del basamento in quanto è stata inglobata in parte nel faro, così come la Torre Costa d’Oro che doveva sorgere dove attualmente si trova la stazione meteorologica. La Torre di Calafetente conserva ancora le caratteristiche originali: presenta tre troniere, la cisterna di raccolte delle acque piovane e, al livello superiore, voltato a botte, una scala nella muratura per l’accesso al tetto della torre su cui erano disposti i pezzi di artiglieria. La Torre della Molpa o della Marinella, ubicata alla foce del fiume Lambro, fu edificata per dissuadere i pirati che tentavano di approvvigionarsi d’acqua durante le scorrerie.

Dall’avamposto difensivo del Cilento, divenuto oggi luogo turistico di eccellenza grazie ad una costa articolata in lunghe spiagge, incantevoli baie e grotte marine, ci si può inoltrare nell’entroterra, risalendo la collina che sovrasta Palinuro verso il borgo di San Severino.

la costa

Published in Rosa dei venti Monday, 10 December 2012 02:05 0

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Cilento interno

Published in Rosa dei venti Monday, 10 December 2012 01:51 8

San Severino. Un borgo medievale impresso nel tempo

 

Dalle spiagge di Palinuro, risalendo il fiume Mingardo, ben presto la valle si trasforma in un canyon, la Gola del Diavolo. Sulla sinistra, in cima ad una parete rocciosa, si scopre l’antico borgo medievale di San Severino, luogo affascinante, permeato di storia, dove i resti del villaggio testimoniano l’originario insediamento risalente al X-XI secolo, le cui vicende testimoniano l’importante presenza in loco dei Longobardi e, successivamente, dei Normanni. Disabitato sin dal secolo scorso, il borgo deve il suo nome ai principi Sanseverino che lo tennero come feudo fino al 1500. L’abitato è diviso in due dalla caratteristica forma a sella del colle sul quale sorge: da una parte si trova il castello e dall’altra la Chiesa di S. Maria degli Angeli con l’abitato. Il colle fu scelto per la posizione strategica, poiché consentiva il controllo delle vie interne della valle del Mingardo fin oltre Policastro ed era collegato visivamente con altri sistemi difensivi, i castelli della Molpa, di Camerota e di Roccagloriosa. La costruzione del Castello si fa risalire al 1504, quando si decise di rafforzare la rete difensiva, affiancandolo alla torre longobarda. Della struttura originaria si ammirano ancora alcuni archi a sesto acuto in pietra locale, la sala, una nicchia e delle monofore ogivali nelle mura superstiti.Meglio conservato è il Palazzo Baronale che si sviluppa su tre livelli senza collegamenti verticali, articolato secondo una rigida gerarchia, dal livello seminterrato dei servizi fino al piano nobile.

 

Foria. Un verde rifugio

Lasciato il borgo antico di San Severino, una strada breve e tortuosa conduce alla frazione di Foria, adagiata in posizione panoramica, zona interna nota per la rigogliosa vegetazione, la tranquillità, l’armonia dei paesaggi. Nella piccola borgata, divisa nei quattro casali di Casal di Basso, Casal di Mezzo, Casalicchio e Casal di Sopra, è racchiuso tutto l’incanto di un paesino rimasto immutato nel tempo. Testimone ne è un antico palazzo medievale, anche se ha perso parte dell’originaria struttura. Foria è un luogo ideale, dal punto di vista naturalistico, per scoprire la flora e la fauna che rendono questi luoghi unici al mondo. Qui è possibile ancora cogliere lo spirito del vivere sano, tipico della cultura contadina, riproposto soprattutto in occasione delle feste religiose e folcloristiche che animano diversi periodi dell’anno. Nel giorno di Pasqua, ad esempio, si disputa il “Gioco dell’uovo”, tramandato dai tempi antichi, che consiste nel rompere un uovo con una palla di acciaio da notevole distanza, superando un percorso pieno di insidie come buche e pendenze. Il paese assiste assiepato sui marciapiedi tifando per l’uno o l’altro giocatore. Il vincitore si aggiudica un gallo “paesano” da inserire nel pollaio, quale augurio di fertilità.

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